Rischio Clinico

In un contesto sanitario in continua evoluzione dove l’orientamento è di offrire sempre più assistenza di alta qualità in condizioni di massima sicurezza, assume notevole rilievo la valutazione ed il controllo dell’effettiva sicurezza dei pazienti nell’ambito delle organizzazioni sanitarie.
La gestione del Rischio Clinico, voluta dai recenti Piani Sanitari Nazionali è sempre più richiamata in quelli Regionali, rappresenta l’insieme delle azioni messe in atto per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e garantire la sicurezza del paziente.
Benché sia una componente ineliminabile, ma contenibile della realtà lavorativa e umana, è importante considerare “l’errore” come fonte di conoscenza e miglioramento per evitare il ripetersi delle circostanze che lo hanno generato e mettere in atto iniziative capaci di presidiare la sicurezza dell’assistenza sanitaria.
In questa ottica la Gestione del Rischio Clinico, che è una delle dimensioni della Clinical Governance, richiede che le Aziende Sanitarie sviluppino una visione strategica del rischio anche in risposta all’evoluzione dei costi assicurativi che impattano in misura sempre più importante sui bilanci delle Aziende e della Regione.

Lo Staff

Risk Manager:  Dott.ssa Maddalena Quintili
Dirigente: Dott. Aldebrando Bossi
Dott.ssa M.Vescia
CPSE: Marco Carrara
PO Infermieristica: Dott.ssa Stefania Greghini
Sede: Via Ariosto 3/9
tel +39 06 7730.7435
Fax +39 06 7730.6185
e-mail: rischioclinico@aslroma1.it

 

Area Rischio Clinico chiudi dettagli apri dettagli

È finalizzata all’adozione di strategie per la sicurezza paziente e per la riduzione degli errori. Implementa tecniche per il monitoraggio delle criticità in tema di rischio clinico e per lo studio delle cause degli errori. Promuove la diffusione della cultura della sicurezza e della gestione del rischio e sviluppa progetti specifici con il coinvolgimento dei professionisti. Favorisce l’integrazione delle politiche aziendali relative a sicurezza, qualità e governo clinico attraverso:

  • Predisposizione e attuazione del Piano Annuale di Risk Management (P.A.R.M.)
  • Implementazione e monitoraggio delle Raccomandazioni Ministeriali
  • Identificazione e raccolta delle Buone Pratiche
  • Coordinamento della rete dei facilitatori per il rischio clinico
  • Gestione del sistema di segnalazione interna (Incident Reporting, cadute,) e adempimento dei debiti informativi SIMES previsti dal Ministero e dalla Regione
  • Analisi e monitoraggio della rischiosità aziendale e attuazione di piano di miglioramento necessari a ridurre il livello di rischio nelle aree rilevatesi più critiche
  • Partecipazione alle attività del Comitato Valutazione Sinistri
  • Attività finalizzate al Sistema di Gestione per la Qualità
  • Identificazione dei bisogni formativi ed di aggiornamento continuo del personale allo scopo di favorire la conoscenza sui temi della qualità e sicurezza del paziente, e la creazione di una mentalità diffusa e sensibile al miglioramento continuo ed ai principi della prevenzione del rischio clinico
  • Monitoraggio sulla corretta diffusione e tenuta delle procedure aziendali sulla sicurezza delle cure
  • Programmazione e attuazione degli audit GRC a seconda della necessità.

 

PARM chiudi dettagli apri dettagli

Il Piano Aziendale di Risk Management è il documento con il quale l’Azienda formalizza gli obiettivi da attuare prioritariamente durante l’anno, in materia di sicurezza delle cure. Sulla base delle indicazioni Regionali, esplicitate attraverso le “Linee Guida per l’elaborazione del Piano Aziendale di Risk Management”, l’Azienda predispone il proprio PARM pianificando delle attività sugli obiettivi che la Regione ritiene siano strategici.

Quelli riferiti al 2017, contenuti nel Decreto del Commissario ad Acta n. U003284 del novembre 2016, sono:

  1. Diffondere la cultura della sicurezza delle cure
  2. Migliorare l’appropriatezza assistenziale ed organizzativa, attraverso la promozione di interventi mirati al miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e monitoraggio e/o contenimento degli eventi avversi
  3. Favorire una visione unitaria della sicurezza, che tenga conto non solo del paziente, ma anche degli operatori e delle strutture
  4. Partecipare alle attività regionali in tema di Risk Management.

Il PARM 2017, in una prospettiva di continuità con quelli degli anni precedenti, ha inteso rafforzare il concetto di armonizzazione degli interventi da porre in essere al fine del raggiungimento di una riduzione del livello di rischio nell’erogazione delle cure.
Nella stesura del PARM 2017, in linea con quanto elaborato nei precedenti piani si è scelto un approccio sistemico in grado di comprendere lo studio degli errori, l’identificazione e il controllo dei fattori che possono favorire o determinare un danno per il paziente e la definizione di processi assistenziali appropriati, efficaci ed efficienti.

 

Raccomandazioni Ministeriali chiudi dettagli apri dettagli

La Regione Lazio a Febbraio 2015 ha dato specifico mandato alle ASL e AO del Lazio di attivare un percorso volto al recepimento delle Raccomandazioni Ministeriali al fine di giungere in breve tempo all’adozione di procedure aziendali specifiche. Questo percorso è stato completato nel 2016 con le Deliberazioni Aziendali n. 294 del 12/4/2016 e n.932 del 2/11/2016 mediante le quali sono state recepite le 17 Raccomandazioni Ministeriali in materia di sicurezza delle cure. La ASL Roma 1, attraverso un percorso di integrazione delle procedure precedentemente adottate, ha uniformato quanto in precedenza prodotto dalla ex ASL RMA, ex ASL RME e ACO S. Filippo Neri. Le Raccomandazioni Ministeriali per la prevenzione degli errori in terapia hanno il fine di aumentare la consapevolezza degli operatori sul potenziale pericolo di alcuni eventi, indicando le azioni da intraprendere per prevenire gli eventi avversi con l’obiettivo di mettere i guardia gli operatori sanitari riguardo alcune procedure potenzialmente pericolose, di fornire strumenti efficaci per mettere in atto azioni che siano in grado di ridurre i rischi e di promuovere l’assunzione di responsabilità da parte degli operatori per favorire il cambiamento di sistema.
Ciascuna procedura, per lo specifico contesto per il quale è applicabile, contiene anche una serie di indicatori che consentono, una volta rilevati, di valutare il livello di applicazione della procedura stessa all’interno delle UU.OO. Aziendali.

 

Buone Pratiche chiudi dettagli apri dettagli

La UOC Sicurezza Prevenzione e Risk Management, per favorire lo sviluppo di una pratica clinica sempre più sicura e orientata a standard qualitativamente più adeguati, propone ogni anno a tutte le UU.OO. Cliniche dell’Azienda di documentare attività inerenti la pratica clinica che abbiano dimostrato di rendere il percorso assistenziale del paziente maggiormente sicuro, nonché più efficace ed efficiente in termini di corretto utilizzo delle risorse.
Agenas, attraverso il proprio portale consente di visualizzare tutte le buone pratiche inserite nel proprio database, a livello nazionale.

L’inserimento delle buone pratiche nel portale di Agenas si può effettuare da giugno a novembre, previa compilazione di un format che deve essere inviato all’ufficio Qualità Aziendale all’indirizzo qualita@aslroma1.it.

 

Rete dei facilitatori per il rischio clinico chiudi dettagli apri dettagli

In tutti in contesti aziendali, ma maggiormente in quelli clinico-assistenziali, un’efficace gestione del rischio è possibile laddove la cultura della sicurezza delle cure sia compresa e applicata; coordinare tutte le attività utili a favorire un clima aziendale maggiormente orientato in tal senso è possibile solo con il coinvolgimento di operatori che collaborino con il Risk Manager non solo per la segnalazione degli eventi sentinella e near-miss, ma anche per pianificare e realizzare gli audit e individuare precocemente le possibili criticità insite nei percorsi assistenziali clinici.
I facilitatori per il Rischio Clinico presenti all’interno di ogni UU.OO., devono farsi promotori della diffusione di una nuova cultura della sicurezza orientata alla gestione degli errori, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza sia del proprio contesto organizzativo, sia, più in generale, del sistema sanitario. La capacità di comunicazione è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia e facilitare la diffusione di una cultura no-blame, sicuramente più funzionale al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza del paziente.
Gli oltre 350 facilitatori del Rischio Clinico formati nel corso del 2016 nella ASL Roma 1, sono coinvolti anche in attività formative attuate all’interno del proprio servizio proprio per far conoscere i principi che sono alla base della gestione del Rischio Clinico.

 

La formazione chiudi dettagli apri dettagli

Aumentare il livello di consapevolezza di tutta l’organizzazione su quanto possano essere insicuri i processi di cura e di quanto gli errori, intercettati per tempo o resisi manifesti, possano rappresentare una preziosa lezione dalla quale trarre vantaggio, rappresenta una delle sfide più importanti in termini di capacità di determinare un cambiamento culturale. La formazione è sicuramente lo strumento più adeguato per rafforzare le competenze degli operatori; tanto più efficace quanto più in grado di far riflettere sulla necessità di raggiungere un livello di conoscenze e competenze che favoriscano l’adozione di strategie per le sicurezza dei pazienti.
La UOC Sicurezza Prevenzione e Risk Management partecipa attivamente a tutte le attività formative aziendali, facendosi anche promotore di attività di formazione finalizzate al miglioramento della pratica clinica e proponendo modelli organizzativi e gestionali in grado di modificare in senso positivo le attività clinico-assistenziali; ne è un esempio il recente corso sulla corretta gestione della cartella clinica.

 

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