Il cheratocono

Il cheratocono è una malattia degenerativa ereditaria della cornea caratterizzata da uno sfiancamento dell’apice corneale che assume la forma di un conoide.
Si possono avere forme lievissime, di cui il paziente non si accorge e che sono diagnosticate solo topograficamente, e forme molto gravi in cui la deformazione e l’assottigliamento della cornea producono un astigmatismo irregolare molto elevato e delle opacità centrali che limitano fortemente la visione. Tra questi due estremi si osservano tutti i quadri intermedi.

Le forme più lievi possono essere corrette con occhiali. Le forme che invece tendono a peggiorare velocemente nel tempo possono essere trattate mediante il cross-linking corneale.

La diagnosi del cheratocono, eseguibile nelle forme avanzate con la biomicroscopia del segmento anteriore e la cheratometria durante una routinaria visita oculistica, si avvale nelle forme meno evolute dell’ausilio della topografia corneale. In particolare è fondamentale la topografia corneale altitudinale che mostra la conformazione sia della superficie anteriore, sia di quella posteriore della cornea oltre alla pachimetria corneale (la misura dello spessore della cornea). La periodica esecuzione di questo esame consente di controllare con precisione l’evoluzione del cheratocono.

Esistono varie tipologie di classificazione per valutare lo stadio di evoluzione del cheratocono. Le tre classificazioni di norma più utilizzate sono quella di Amsler, quella di Rama e quella di Krumeich.

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