Disturbi psichici

I Disturbi Mentali (o Disturbi Psichici) sono degli stati di alterazione patologica che colpiscono in vario modo le funzioni cognitive (il pensiero, l’ideazione, la concentrazione, l’attenzione, la capacità di affrontare e risolvere problemi), la sfera affettiva (l’umore, le emozioni, i sentimenti, l’ansia), il comportamento, la qualità delle relazioni interpersonali. In molti casi è il funzionamento complessivo della personalità ad essere disfunzionale.
Le cause dei disturbi mentali non sono ancora ben conosciute. Quello che è certo è che la maggior parte di essi deriva dall’interazione di più fattori: vulnerabilità biologica (una specie di predisposizione individuale e familiare), fattori ambientali (traumi psicologici, famiglia di origine problematica, ecc.), eventi stressanti nel corso della vita (separazioni traumatiche e lutti, migrazioni, condizioni economiche ed abitative precarie, malattie, ecc.), abuso di droghe (specie quelle che producono eccitamento e che alterano le funzioni cognitive).
I Disturbi Mentali veri e propri (quelli di cui si occupa la psichiatria) non dipendono da evidenti alterazioni del cervello, ma sono espressione di una patologia delle funzioni psichiche. In altri casi, i Disturbi Mentali sono conseguenza di malattie organiche (neurologiche, internistiche, metaboliche, infettive, tossiche).
I Disturbi Mentali possono fare la loro comparsa in ogni fase del ciclo vitale (infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia) con caratteristiche sintomatologiche particolari.
Per quanto riguarda la loro diffusione nella popolazione generale, possiamo dire che i Disturbi Mentali Gravi (schizofrenie e disturbi psicotici, disturbi bipolari e gravi depressioni, disturbi severi della personalità) riguardano circa l’8 % della popolazione generale, mentre i Disturbi mentali meno gravi (nevrosi, disturbi d’ansia, disturbi depressivi moderati o lievi, forme di disagio psicologico) sono molto comuni e riguardano circa il 15% della popolazione. Complessivamente, dunque, oltre il 20% della popolazione presenta un disturbo grave o lieve/moderato.
Nei casi più gravi i pazienti la conseguenza principale è la presenza di una disabilità  (difficoltà di convivenza, riduzione dell’autonomia, compromissione delle capacità lavorative, distacco più meno grave dalla realtà).
Nei casi meno gravi il funzionamento sociale è mantenuto, ma vi è sempre una evidente sofferenza soggettiva che coinvolge anche i familiari e le altre figure significative.
Grazie a trattamenti adeguati ed integrati (farmaci, psicoterapia, supporto alle famiglie e supporto sociale) anche nei casi gravi è possibile mantenere discreti livelli di autonomia personale.

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