Antibiotico Resistenza

L’antibiotico resistenza è la capacità di un microrganismo di resistere all’azione di uno o più antibiotici (resistenza multipla) riuscendo così a moltiplicarsi.
Tale capacità può dipendere dalla natura stessa del microrganismo, la cosiddetta RESISTENZA INTRINSECA, legata alla presenza nel proprio DNA di geni resistenti ad una o più molecole di antibiotici. Tale resistenza intrinseca determina l’inefficacia della molecola antibiotica utilizzata e determinerà la selezione in tale popolazione proprio dei germi che sono resistenti, consentendone la moltiplicazione.
In altri casi, ceppi batterici che in precedenza erano sensibili ad un particolare antibiotico sviluppano resistenza nei suoi confronti, si tratta della cosiddetta RESISTENZA ESTRINSECA che può svilupparsi con due modalità:

  • per una mutazione casuale del materiale genetico del microrganismo; in tal caso, in presenza di tale antibiotico, i batteri sensibili non cresceranno mentre le “mutanti” resistenti si moltiplicheranno e potranno trasmettere tale caratteristica alla “progenie”.
  • per una acquisizione di geni di resistenza direttamente da altri microbi che posseggono tali geni di resistenza; tali acquisizioni possono avvenire attraverso molteplici meccanismi (vedi bibliografia).

Quando un batterio resistente è anche patogeno, per l’uomo, per gli animali e anche per le piante, si rischia di non avere più a disposizione farmaci efficaci a debellare la malattia che ne consegue.
L’utilizzazione inadeguata ed inappropriata di antimicrobici in medicina umana, in medicina veterinaria e in agricoltura, accelera la comparsa e la propagazione di microrganismi resistenti comportando gravi conseguenze come fallimenti terapeutici, tassi di ospedalizzazione maggiore sia in campo umano che veterinario,  maggiore mortalità dei pazienti e costi più elevati per la Sanità Pubblica: in Europa ogni anno vengono stimati in campo umano circa 25.000 decessi a seguito dell’inefficacia degli antibiotici nella cura di infezioni batteriche.
Qualsiasi farmaco ad uso veterinario deve essere utilizzato responsabilmente, sulla base di una visita dell’animale da parte del medico veterinario che stabilisce la diagnosi e prescrive con propria ricetta il tipo di farmaco autorizzato per quella specie animale, necessario a curare la patologia accertata.
Un buono stato di salute è un prerequisito essenziale per garantire condizioni di benessere dell’animale, dell’intero allevamento e delle produzioni che costituiranno alimento per l’uomo come carne, latte, uova, miele, prodotti ittici.
L’uso responsabile del farmaco coinvolge più soggetti: le aziende farmaceutiche, il produttore, il farmacista, il servizio veterinario pubblico, il medico veterinario curante, l’allevatore e il proprietario di animali d’affezione, il singolo cittadino e il medico curante.
La problematica dell’antibiotico resistenza è di estrema importanza e va fronteggiata con cautela e la massima attenzione per non vanificare un’opportunità di lotta efficace delle patologie batteriche.

Il fenomeno non può essere risolto con sforzi isolati, ma con un approccio olistico che veda la collaborazione tra la medicina umana e la medicina veterinaria, in sinergia su alcune patologie infettive e nella consapevolezza che l’uso dell’antibiotico deve rappresentare la parte finale di un processo che  comincia con il mantenimento della salute ottenuto attraverso azioni di prevenzione, attenzione al rispetto dell’ambiente e agli equilibri biologici nel rapporto uomo- animale- ambiente.
La ASL Roma 1 attua il Piano della Prevenzione 2014-2018 adottato dalla regione Lazio nel campo della Sicurezza alimentare e Sanità pubblica veterinaria, attraverso l’adozione del progetto “Ridurre il fenomeno dell’antibiotico resistenza tramite la corretta gestione del farmaco veterinario” (a cura della Dssa P. Romagnoli).

Bibliografia

  • Manuale di “Biosicurezza e uso corretto e razionale degli antibiotici in zootecnia”- Ministero della Salute;
  • Piano Nazionale per l’uso responsabile del farmaco veterinario e per la lotta all’antibioticoresistenza in coniglicoltura – Ministero della Salute;
  • Piano Nazionale per l’uso responsabile del farmaco veterinario e per la lotta all’antibioticoresistenza in avicoltura – Ministero della Salute;
  • Uso corretto degli antibiotici negli animali da compagnia – Ministero della Salute;
  • P. Romagnoli, B. Cenci Goga, A. Sorice (2014) “Antibiotico resistenza: l’impegno dei veterinari di sanità pubblica in un problema mondiale” , Argomenti n° 1, anno XVII, marzo 2014, pag 41-50.
  • V. Cambiotti, P. Romagnoli, A. Sorice, B. Cenci Goga ( 2014 ) “Antibiotico resistenza: i meccanismi con cui i batteri resistono agli antibiotici”, Argomenti n° 2, anno XVII, luglio 2014, pag. 71-80.
  • M.Ferri, E. Ranucci, P. Romagnoli, V. Giaccone, (2015) “Antibiotico resistenza. Una minaccia globale per la sanità pubblica e i sistemi sanitari”, dal testo “Food safety e food security: scenari futuri ed ineludibile evoluzione della prevenzione primaria”, 2015 pag. 27-50

 

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